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Il suo dominio durò fino alle guerre puniche, che iniziarono nel 263
a.C. e si conclusero nel 146 a.C. con Cartagine completamente
rasa al suolo e i suoi abitanti venduti come schiavi.
Il territorio tunisino passò quindi nelle mani di Roma.
L'imperatore Giulio Cesare fondò nuovamente Cartagine come città
romana nel 44 a.C., dichiarandola capitale dell'Africa Proconsularis,
ovvero dei possedimenti africani di Roma.
L'agricoltura acquisì un'importanza fondamentale, tanto che nel I
secolo d.C., le pianure di grano della Tunisia fornivano più del 60%
del fabbisogno dell'intero impero. Lungo le pianure e la costa i
Romani fondarono numerose città e colonie, che rappresentano la
principale attrattiva turistica della Tunisia.
All'inizio del V secolo, quando ormai la potenza di Roma aveva
raggiunto il declino completo, i Vandali presero Cartagine e
ne fecero la propria capitale. Le loro politiche di sfruttamento
attirarono loro l'odio della popolazione berbera che cominciò a
fondare piccoli regni e ad attaccare gli insediamenti vandali.
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Mosaico rappresentante i Vandali |
I Bizantini di Costantinopoli, che strapparono il territorio
ai Vandali nel 533 e ne mantennero il controllo per i successivi 150
anni, non si comportarono meglio.
L'Islam fece la sua comparsa nel VII secolo, quando gli eserciti
arabi si spinsero fuori dai confini dell'Arabia alla conquista
dell'Egitto. All'inizio dell'VIII secolo, gli Arabi avevano già
conquistato l'intera Africa settentrionale e, con Kairouan come
capitale, la regione era diventata una provincia del crescente
impero islamico controllato dai califfi di Damasco.
I Berberi seguirono l'insegnamento religioso islamico, ma non
smisero di ribellarsi al dominio arabo. Le loro insurrezioni
continuarono fino al 909, quando i Fatimidi, alleandosi alle tribù
berbere insoddisfatte, riuscirono a riappropriarsi dei territori
dell'Africa settentrionale e a fondare una nuova capitale a Mahdia,
sulla costa.
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Scorcio di un'oasi |
Ma questa unità non era destinata a durare a lungo. Quando alcuni
gruppi tornarono a congiungersi alla principale corrente sunnita, le
tribù cominciarono a combattere l'una contro l'altra e per il Nord
Africa iniziò una lenta decadenza.
Nuovi conflitti si svilupparono verso la metà del XVI secolo,
quando il Nord Africa si trovò coinvolto nella rivalità tra la
Spagna e l'impero ottomano. Tunisi passò dalle mani di un popolo
all'altro una mezza dozzina di volte nell'arco di 50 anni prima
della conquista turca nel 1574, con la quale divenne parte del
territorio ottomano.
Il dominio ottomano durò fino al XIX secolo, quando la
Francia divenne la nuova potenza del Mediterraneo occidentale e
Tunisi fu sottoposta a crescenti pressioni per conformarsi ai modi
di vita europei.
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La Moschea di Sultan Ahmet |
Nel 1881, i Francesi inviarono 30.000 soldati in Tunisia col
pretesto di vigilare il confine con l'Algeria e impedire possibili
scorrerie di frontiera nel paese da loro occupato. In poco tempo
occuparono Tunisi, costrinsero il signore locale denominato bey a
cedere i propri poteri e, a poco a poco, si appropriarono delle
migliori terre della Tunisia. La capitolazione della Francia nella
Seconda Guerra Mondiale diede l'opportunità al movimento
nazionalista tunisino di organizzare la propria campagna per
l'indipendenza: Habib Bourguiba si propose di portare la Tunisia al
centro della scena internazionale. Agli inizi degli anni '50, i
francesi erano già disposti a negoziare.
La Tunisia acquistò formalmente la propria indipendenza il 20 marzo
1956,l'anno successivo fu proclamata la repubblica e l’avvocato
Bourguiba ne divenne il primo presidente, intraprendendo un
programma di vaste riforme in ambito politico e sociale.
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Habib Bourguiba |
Bourguiba vedeva l'Islam come forza contrapposta al processo
evolutivo del paese e decise pertanto di ridurne il ruolo nella
società allontanando i leader religiosi dalle loro tradizionali aree
di influenza, come l'istruzione e la legge. I tribunali della shari'a
(legge del corano) vennero aboliti, e le terre che avevano
finanziato moschee e istituzioni religiose vennero confiscate.
La presidenza di Bourguiba durò fino al 1987, quando, dopo anni di
impegno volto a combattere il partito islamico, venne tradito dal
suo stesso ministro degli interni, Zine el Abidine Ben Ali
che, approfittando delle tensioni tra i cittadini islamici, lo fece
dichiarare mentalmente instabile e lo costrinse a ritirarsi in un
palazzo fuori Monastir.
Ben Ali si diede subito da fare per tranquillizzare l'opposizione
islamica, recandosi in pellegrinaggio alla Mecca e ordinando il
rispetto del digiuno durante il Ramadan. Il suo partito si insediò
saldamente al governo. Oggi i principali partiti di opposizione sono
emarginati e la censura è un fatto comune.
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Zine el Abidine Ben Ali |
La morte di Bourguiba nell'aprile 2000 ha prodotto manifestazioni di
malcontento e aperto dissenso contro il regime di Ben Ali e da
allora la gente ha ripreso, dopo tanto tempo, a esprimere
apertamente delle critiche contro il potere, contro la censura, la
mancata libertà di stampa, la corruzione politica ed a difendere la
democrazia e i diritti umani.
Nel maggio 2002 un referendum ha dato l'avallo alla riforma
costituzionale richiesta dal presidente, che rafforza la relazione
tra potere esecutivo e potere legislativo, adotta il sistema
elettorale a due turni, crea la Camera dei consiglieri (affiancata
alla Camera dei deputati).
La riforma permette al presidente di concorrere per altri due
mandati: la Costituzione precedente impediva a Ben Ali di
ricandidarsi alla fine del terzo mandato, nel 2004. Una riforma
tempestiva: nell'ottobre 2004 Zine el Abidine Ben Ali ha ottenuto il
quarto mandato presidenziale, che gli assicura il governo del paese
per altri cinque anni. Il principale candidato dell'opposizione ha
ottenuto appena lo 0,95% dei voti ed ha sollevato forti dubbi sulla
regolarità delle consultazioni. |